06 gennaio 2026

Gennaio, mese della pace: lo sport come scuola di non violenza!


Il nuovo anno si è aperto con un messaggio forte e profondo di Sua Santità Papa Leone XIV in occasione della 59ª Giornata Mondiale della Pace. Un messaggio che risuona come un invito chiaro e impegnativo: «La pace sia con tutti voi», verso una pace disarmata e disarmante.

Si tratta di una pace che non si costruisce con la forza, ma con il disarmo del cuore, con la responsabilità personale e collettiva, con la scelta quotidiana di essere contrari a ogni forma di violenza. Una pace che chiede di essere costruita, non imposta.

In questo cammino, anche il mondo dello sport è chiamato a fare la propria parte. Anzi, può e deve essere uno strumento privilegiato per veicolare i valori della pace e della non violenza, traducendo questo messaggio alto in azioni concrete.

Lo sport, infatti, è una vera e propria scuola di vita. La competizione ne è parte integrante: stimola il miglioramento personale e di squadra, alimenta l’impegno e la passione. Ma il confronto sportivo ha senso solo se vissuto nel rispetto degli avversari, delle regole e dei valori che ci ispirano.

Come CSI, siamo chiamati a rimanere fedeli alla nostra identità e ai nostri principi, trasformandoli in comportamenti quotidiani, dentro e fuori dal campo. Lo sport sano e autentico, quello che promuoviamo, può diventare un vero strumento di pace perché rifiuta la violenza e si fa scuola di lealtà, rispetto e fraternità, capace di unire persone diverse e di aprire lo sguardo anche ai popoli e alle culture.

Un altro aspetto fondamentale è la capacità dello sport di abbattere le barriere culturali, sociali e politiche, permettendo a tutti di competere sullo stesso terreno e sullo stesso piano. Per questo dobbiamo continuare a promuovere con forza i valori educativi che ci contraddistinguono:
• il rispetto degli avversari, dei compagni, degli arbitri e delle regole;
• l’inclusione, perché lo sport deve essere accessibile a tutti e diventare modello di una società aperta e accogliente;
• la resilienza, ricordata da Papa Leone XIV anche in occasione del Giubileo dello Sportivo, intesa come capacità di rialzarsi dopo una sconfitta, trasformandola in occasione di crescita.

Educare alla gestione delle sconfitte è un compito fondamentale per tutti gli operatori sportivi: dirigenti, tecnici, istruttori. I giovani atleti devono imparare a vivere il risultato non come un fallimento, ma come un passaggio necessario per crescere e tornare più forti. È anche così che si prevengono e si riducono quelle forme di violenza verbale e non verbale che, purtroppo, talvolta emergono sui campi e nelle palestre.

Come Comitato CSI di Lecco siamo chiamati a essere custodi di questi valori in ogni competizione, individuale o di squadra. Il rispetto non deve mai venire meno. Tutto ciò che esce da questo perimetro va condannato con fermezza e affrontato con tempestività, ricordando che la violenza nasce spesso dalle parole: offese, espressioni volgari e atteggiamenti aggressivi devono essere immediatamente censurati.

Questo è il contributo concreto che lo sport e il nostro Comitato di Lecco possono offrire affinché il messaggio di pace di Papa Leone XIV attecchisca nella vita quotidiana di tutti noi.
Con questa speranza e con questo augurio iniziamo e riprendiamo le attività sportive dopo la pausa natalizia, con rinnovata energia, con maggiore forza e convinzione nei valori che da sempre ci guidano.

Pietro Gatto

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